G6 Gole del Dades – Bab N’Ali

Non avendo praticamente visto niente delle gole del Dades la sera precedente decidiamo di allungare la tappa arrivando al passo, mi sembra giusto allungare visto che altrimenti magari potremmo anche concludere un giro! Comunque, le gole sono un tantiniello commerciali, la strada è anche trafficata e visto la nostra ormai scarsa abitudine alle mondanità non impieghiamo molto a decidere di allontanarci. Più o meno velocemente percorriamo i continui saliscendi della gola, siamo spronati continuamente da Nofix che, memore dei giorni precedenti, non vuole arrivare lungo anche questa volta. Giusto qualche foto e in breve, dopo una tirata da ciclisti tutine, arriviamo al paese trafficato di Boumalne Dades. Intanto Obbi accusa gli immancabili problemi di stomaco, ma non demorde e rimane incollato al gruppo. Appena arriviamo nel centro del paese, Nofix si blocca improvvisamente, fermi tutti! prendiamo un popone (vedi tradotto dal toscano un “melone”). Neanche 20 minuti prima ci cazzia perché eravamo lenti e adesso si vuole mangiare un melone? Mmmm… bipolare, sono sempre più convinto che Nofix soffra di bipolarismo! Dopo l’irrinunciabile sosta popone lasciamo finalmente la civiltà addentatoci in una sconfinata piana semi desertica.

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In lontananza vediamo dei carrarmati impegnati probabilmente per una esercitazione. Per fortuna deviamo decisamente a sinistra rispetto ai mezzi militari. Nofix ci spiega che ci stiamo dirigendo verso il Djebel Saghro, una zona montuosa semi desertica nell’anti atlante. Ovviamente noi sapevamo tutto grazie agli appunti di Nofix… ahhhhh!

Addentrandoci nella piana vediamo sempre più rifiuti bruciati e sotterrati alla bell’e meglio, altro che raccolta differenziata, sono sicuramente provenienti dalla vicina Boumalne Dades. Peccato perché il posto è bellissimo, una distesa isolata attorniata da montagne di mille tonalità diverse. Solo qualche oasi durante il cammino, per il resto rocce e montagne in lontananza. Anche se procediamo spediti, le montagne non sembrano avvicinarci così velocemente. L’aria è talmente limpida e senza foschia da darci l’illusione di avere tutto a portata di mano. Dopo una quarantina di chilometri finalmente arriviamo all’inizio della lunghissima salita che ci porterà al passo N’Tazazert a quota circa 2300.  Ci fermiamo così per una veloce sosta sotto l’ombra degli alberi, siamo un po’ cottarielli, soprattutto Obbi a causa dei problemi allo stomaco. Riprendiamo velocemente la marcia in costante anche se mai eccessiva salita. Ci lasciamo dietro gli ultimi paesini per entrare definitivamente in un mondo desertico di rocce nere e picchi strapiombanti. La salita è interminabile, il passo sembra sempre dietro l’angolo e invece c’è sempre un altro strappo dietro all’avvallamento. Obbi tiene duro, ma il giochino del passo fantasma lo sta logorando sia fisicamente che mentalmente. Dopo il quarto falso passo finalmente arriviamo a quello vero. Troviamo anche un bel posticino dove prendere un tè e qualche souvenir, che signori! Nofix vorrebbe aspettare un’oretta al passo per godersi la discesa al tramonto, ma conoscendoci è meglio partire subito, tanto arriveremo comunque al buio!

Il panorama è incredibile, ricorda la death vally, all’orizzonte un susseguirsi di canyon rocciosi senza che nulla di umano sia in vista per chilometri.

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Come previsto riusciamo a far tardi anche questa volta a suon di fotografie. Arriviamo così a Bab N’Ali quando ormai il sole ha fatto capolino all’orizzonte. La gitè è in berbera al 100%, pochi confort, ma accogliente, in un ambiente stratosferico. Mangiamo sotto un portico alla luce di deboli lampadine alimentate dal generatori, tajine come se piovesse anche stasera. Per i carnivori c’è anche qualche spiedino a dir la verità, solo il povero Obbi si deve accontentare di due cucchiai di riso e via a letto, povero! La serata è gradevole, man mano che il buio avanza il cielo si riempie di stelle. Il profilo delle montagne sembra un muro di oscurità che le contiene tutte, come una sconfinata scatola.
Nofix e la Chiara decidono saggiamente di dormire fuori sotto una coperta di stelle, altro che un semplice hotel a sole 4 stelle!!!

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