G3 Anergui – Gole del Assif Melloul – Zahouia

Mi sveglio improvvisamente, riesco vagamente a intravedere nella memoria un brandello di sogno. Troppo vago per essere metabolizzato completamente, ma indubbiamente incentrato su un furgone magico in grado di andare ovunque… posso quindi ipotizzare che il mio subconscio mi chieda disperatamente di acquistare un van mercedes degli anni 90? Ahhh!!!

Come sempre lunghissimi nei preparativi, ci godiamo una colazione da signori in veranda, davanti a noi un panorama atomico: siamo circondati da alte montagne colorare da sole caldo del mattino, ci aspetta un’altra giornata senza nuvole e tiepida già dal mattino.

Oggi avremo una tappa lunghina, ma non eccessivamente dura come dislivello. Una buona parte iniziale interesserà le meravigliose gole del Assif Melloul. Usciti dal paese entriamo nella lunghissima gola, il fiume sotto di noi scorre placido, l’acqua cristallina riflette la luce filtrante dalle imponenti pareti di roccia. La nostra velocità di crociera cala drasticamente, direttamente proporzionale alla bellezza del posto, sembriamo tanti bradipi dotati di macchina fotografica. Giusto per rallentarci ulteriormente una bel legnetto decide di fracassarmi cambio e forcellino. Cominciamo bene, altra oretta persa per inventarsi un rimedio di fortuna sfruttando una chiave torc e il forcellino della bici di Gianlu. Sistemato il guaio, Nofix ci esorta ad accelerare il passo, abbiamo ancora 80 chilometri da percorre e a questa velocità arriveremo a Zahouia nel 2018. Da bravi soldatini procediamo più spediti, ma dopo pochi minuti Nofix cambia idea, è l’ora di un bagnetto! Non ho ancora inquadrato completamente la nostra guida, ma lentamente si sta affacciando nella mia mente l’ipotesi di un suo possibile bipolarismo.

In ritardo mostruoso rispetto alla tabella di marcia usciamo così dopo quasi 30 km dalle gole. Siamo nel punto più basso del giro ai piedi dell’imponente cattedrale di Imsfrane. La massa rocciosa svetta sopra di noi, strapiombante, sembra quasi di essere in un ambiente dolomitico. Il caldo comincia a farsi sentire giusto per farci penare la lunghissima salita che ci aspetta. Siamo a rischio di insolazione a causa del sole a picco e la quota relativamente bassa. Per fortuna il panorama ci ripaga della fatica e Hassan, una volta raggiuntoci, ci prepara un veloce pranzo ristoratore all’ombra. Ormai bolliti raggiungiamo il passo e ci lanciamo in una lunga discesa fino alla valle del Assif Dunachale. Attraversiamo tanti piccoli paesini, i bimbi ci rincorrono chiedendo penne e caramelle. Sulle alture svettano imponenti Casba costruite sempre in argilla.

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Il verde acceso della vegetazione contrasta con il rosso dei mattoni di fango e l’azzurro incredibilmente profondo del cielo. Arriviamo a Zahouia con il sole purtroppo ormai basso, peccato perché il posto è bellissimo e la luce del tramonto sarebbe stata perfetta per qualche scatto. Poco male, domani mattina si recupera. Raggiungiamo la nostra bellissima dimora percorrendo un ripido sentiero a piedi. Intanto i ragazzini del paese ci aiutano a portare le valige, ma che lusso! La gîte d’étape è perfetta, siamo in una struttura a corte incastonata nel paese. Ci servono l’immancabile tè e una volta accomodati la cena a base di…. Indovina? Tajine…

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