Campo Cecina con i naufraghi (03/05/11)

Con un bel pò di ritardo riprendo la cronaca delle avventure del grandissimo MFTT. Per rimettermi in pari purtroppo dovrò sorvolare su molti dettagli e concentrarmi sulle fotografie. Quest’anno infatti la primavera è partita a razzo con numerose uscite, sono indietrooooo con i resoconti! Aiutooooo…

Ritorniamo alla Sardegna… dove eravamo? ahhhh… lo sbarco dei poveri naufraghi, tutti infreddoliti, in fuga dall’umilissima e piovosissima Sardegna.
Appena arrivati sul continente ci accorgiamo che il meteo è tutta un’altra storia; ma porca miseria, non possiamo mica tornarcene a casa così? il Boic è agitato, non vuole tornare a casa! la sua libertà sta per finire, sente le grate della prigione che gli si chiudono attorno. Telefona a Calizzano, Finale, Lourdes… niente, non c’è posto. Il freeride ormai è dilagato sul continente… ormai disperato il Boic propone un Campo Cecina, non siamo poi così distanti da Massa, ci dice! Aderisco ovviamente alla proposta, perchè poi devo tornare a lavorare? non sia mai!
Alla fine siamo io, il Boic e Stecca… i fanatici della mtb! Kevin all’ultimo rinuncia, la traversata in traghetto l’ha bollito e poi non vede l’ora di tornare in ufficio. ahh ahhh!!!
Seguiamo la traccia fornita dal nostro pusher di fiducia Kevin. Partiamo dal paese di Casano, dopo pochi chilometri  imbocchiamo una carraia che ci risparmierà un lungo tratto d’asfalto fino al Forte Monte Bastione.

Ci lasciamo guidare dalla tranquilla strada che porta a Campo Cecina, purtroppo anche oggi il sole si fa desiderare negandoci la strepitosa vista delle Apuane.

Decidiamo di evitare ulteriori tagli su sentiero per risparmiare le gambe. Dopo due giorni intensi di pedalate le fatiche sarde cominciano a farsi sentire.
In breve, per modo di dire, arriviamo al Passo della Gabellaccia e poi, con un ultimo sforzo, al Rifugio Carrara. Le nebbie ci avvolgono, stranooooo, si sentono solo i tonfi sordi delle macchine al lavoro delle vicine cave di marmo. Un capriolo mi attraversa la strada sbucando dal nulla, mmmmmm, chissà perchè mi viene improvvisamente fame!!! ahhhh!!!
Raggiungiamo il mitico rifugio Carrara, quando il funambolo Boic si rovina precipitando da un altissimo marciapiede con la bici. Altro che Brumotti! A bombazzzaaaa Boic. Intanto il grandissimo Gianni, gestore del rifugio, si gode la scena, ridendo sotto la folta barba!

Non abbiamo neanche il tempo di sederci che il nostro oste ci allunga l’aperitivo.

L’alcol sarà una costante del pranzo, scopriremo ben presto! Intanto l’atmosfera si scalda, Gianni non si astiene certo nel bere e noi non siamo da meno. Mangiamo allegramente chiacchierando del più e del meno. Ormai è però giunto il momento di andare… non prima però dei digestivi!

Usciamo dal rifugio barcollando, siamo in banana dura. Salutiamo lo sbronzissimo Gianni che già ci manca!! Saltiamo in sella alle nostre fidate MTB. La prima discesina è bella tosta, i tornantini sono stretti e ci impegnano al massimo. Ripensandoci adesso però non so se la difficoltà era dovuta all’alcol o al sentiero!! maaa!!
Raggiungiamo uno spiazzo con numerose sculture in marmo. L’allegria alcolica è ai massimi livelli. Dopo qualche foto da perfetti ubriaconi decidiamo di partire.

La discesa non sarà facile, ci aspettano ben 1300 metri di dislivello tutti su bellissimi singletracks. La particolarità di questa discesa è  la varietà: si passa da tratti veloci e sassosi, al tecnico impestato, allo scorrevole pieno di tornantini. Una vera orgiaaaa!!!
Nenche trenta secondi dalla partenza e io batto il record mondiale di forature! Ben 6 fori in un colpo solo, da guinness dei primati! Si vede che la mia leggerezza nella guida è stata seriamente compromessa dall’alcol. Intanto Stecca ci dice che nei saltini gli gira la testa e non capisce dove attera, andiamo bene! Moriremo tutti e ci piace anche!

Ripartiamo, carichi a mille, urlando e maledicendo Gianni! Ridiamo come imbecilli per nulla… è un vero miracolo che siamo scesi senza ammazzarci.

Raggiungiamo la macchina… purtroppo la giornata è ormai finita e ci tocca tornare a casa.
La trasferta sarda si è così conclusa nel migliore dei modi! Il mal tempo non ci ha fermato. I ricordi di quest’avventura, la meravigliosa compagnia e soprattutto le mangiate e bevute pazzesche hanno reso unica e indimenticabile questa avventura.

Un grazie di cuore a tutti i partecipanti,
a presto, Anny

Qui la traccia GPS

2 risposte a "Campo Cecina con i naufraghi (03/05/11)"

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