Monte Stino – Lago d’Idro (02/04/11)

Dopo circa un secolo finalmente i fondatori del MFTT si riuniscono nuovamente, allora quale occasione migliore per una trasferta mortale sul monte Stino. Siamo io, Ruttok, Avo, un loro amico del forum, Kevin, Boic e Stecca. Ancora ad inizio stagione le nostre gambe non sono ancora belle rodate, ma questo non ci impedisce di scegliere un giro massacrante ordito dai tremendi BDB. Ci troviamo più o meno puntuali a Vesta, sulle sponde del Lago d’Idro. Dalle espressione dei miei soci noto chiaramente l’insicurezza e timore verso la sorte che ci aspetterà. Stecca, reduce da una serata alquanto difficile e per giunta completamente fuori allenamento, è dato per spacciato da tutti. Almeno morirà felice visto la serata “interessante” che ha vissuto… ma adesso torniamo alla giornata in bike. Partiamo subito con il sentiero dei Contrabbandieri, un “magna e bevi” spacca gambe che, oltre a frollarci, è anche terribilmente esposto. Chi sbaglia si trova irrimediabilmente nel lago a far compagnia ai pesci.

Dopo aver rischiato la vita più volte arriviamo finalmente all’asfalto che porta al paese di Bondone, già cotti e senza aver guadagnato un metro di dislivello… semplicemente perfettoooo! Sono già tutti consapevoli che il giro non sarà una passeggiata… ahhh moriremo tutti! Riusciamo a guadagnare un pò di dislivello su asfalto e poi su sterrato, ma la pacchia sta per finire presto. Ci avviciniamo alla parte più bella e panoramica della salita nonché la più ostica. Peccato solo per la foschia che non ci fa godere al meglio il panorama e la vista del stupendo lago d’Idro. La larga e comoda carreggiata diventa improvvisamente un sentierino che si inerpica implacabile lungo la costa della montagna.

 Stupendo il paesaggio, il profilo del monte Stino è incredibile: un susseguirsi di lastroni rocciosi completamente ricoperti da vegetazione.

Il singletrack non molla mai e la ciurma comincia a lamentarsi per la stanchezza e la fame. Io e Ruttok non gli diamo tregua: si arriva al passo “Bocca di Cocca” e poi si mangia. Veniamo immediatamente ammutinati da una parte del gruppo che decide di anticipare la sosta. Ci ritroviamo comunque dopo poco al passo. Siamo belli brasati, la scorta d’acqua praticamente è finita e ci mancano ancora ben 200 metri di dislivello. Teniamo botta, ci manca l’ultimo tratto su asfalto per raggiungere la vetta. Ci accasciamo su una panchina, siamo assetatiiii, ma è possibile che in un giro sul Lago d’Indro non ci sia neanche una fontanellaaaaa!!! Dopo la sosta saliamo alla ex postazione di un cannone, utilizzata durante la prima guerra mondiale, per la foto di rito. La foschia purtroppo non si è diradata negandoci un pò la vista del Lago.

 Ormai è giunto il momento di scendere… ce la faremo? noooooo! Messe le protezioni partiamo subito con i primi di un’infinita serie di tornantini. Sono talmente stretti e ripidi che ci costringono subito a portare in spalla le bici… iniziamo bene! Per fortuna  il sentiero diventa leggermente più ciclabile, non sono comunque concessi molti errori alla guida, le pendenze sono sostenute con lunghi tratti esposti.

La discesa procede senza grossi intoppi nonostante la fatica accumulata… si vede comunque che siamo alla frutta dalle numerose soste che ci concediamo. Arriviamo al bivio per imboccare il famoso e temutissimo sentiero “Mandoal”. Quando l’avevo fatto più di un anno fa me lo ricordavo bello incazzato… però il terreno era bagnato,mi sono detto. Adesso sicuramente sarà più fattibile! Ovviamente mi sbagliavo alla grande! Oltre ad essere già tecnico di suo il sentiero è coperto in molti tratti da uno strato di foglie.

Non vedendo il fondo e soprattutto i sassi la guida diventa decisamente ostica e l’uso dei freni sconsigliatissimo. Infatti immancabilmente prendo un sasso invisibile e la bici impuntandosi mi disarciona all’istante. Tranquillo penso tanto cadrò sul morbido… sicuro! mi prendo in pieno una roccia sul fianco con mia somma gioia. Per fortuna niente di grave così riparto mezzo acciaccato, la meta è vicina. L’interminabile discesa ormai è finita, raggiungiamo il parcheggio, le nostre facce rispecchiano in pieno il disastroso livello di cottura. Alla vista di una fontana ci gettiamo come un branco di lupi che fiutano la preda, che brutta bestia la sete! Ripresi un attimo ci dirigiamo al primo bar, birre a nastro non c’è le toglie nessuno!

La stagione della mtb è appena cominciata e subito l’MFTT deve affrontare una dura prova di sopravvivenza. Questa volta non ci sono state perdite,  ma altre sfide, sempre più mortali, ci aspettano!

Grazie a tutti i partecipanti per la compagnia… a presto!

Qui le altre Foto 

Qui la traccia 

3 risposte a "Monte Stino – Lago d’Idro (02/04/11)"

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  1. Direi ottimo resoconto, ricordo ancora la fame patita per arrivare al passo e l'arsura lungo la discesa. Del resto la salita in singletrack è stupenda, peccato la foschia. La discesa è impegnativa per la pendenza e per i tornantini esposti, ma molto varia e divertente. peccato non essere stati pienamente lucidi sulla discesa.
    boic

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