Scialpinistica al Prado… che scorpacciata di canali!! (26/03/11)

Ormai è primavera,  nonostante la mtb stia scapitando per uscire dal garage, quest’anno la voglia di scialpinismo non sembra placarsi. Oggi siamo in un numero ridotto all’appello: solo io e il Magna decidiamo di svegliarci prestissimo per trovare le migliori condizioni di neve. Ci dovrebbero raggiungere degli altri ragazzi contattati tramite Stefano, l’amico di Spalla, ma  temo che il loro immenso agonismo non ci farà molto socializzare. Speriamo almeno di vederli sfrecciare lungo il percorso. Io e Magna partiamo alle 7.30 del mattino da Febbio …che fatica svegliarsi… con nessuna idea in mente sul giro da farsi. La giornata è stupenda, la primavera comincia a farsi sentire e finalmente si può tranquillamente salire in maniche corte.

Come sempre però il vento ci perseguita anche se non è fastidiosissimo. La neve è ancora bella duretta, soprattutto all’ombra nel bosco, ma presto sicuramente si mollerà, visto le temperature alte previste.

Saliamo dal Passone senza problemi per poi raggiungere il Lama Lite dove, in base alle condizioni, decideremo se scalare il Prado.

Siamo tra i primi a raggiungere il passo, il vento si è un pò placato e le nuvole, preludio di un’imminente perturbazione, sono ancora lontane. Deciso quindi, si sale al Prado passando dalla conca del Lago Bargetana. Mentre arranchiamo in salita vediamo un altro scialpinista che si inerpica dal canale centrale.

Ottimo, se non muore ci andiamo anche noi! La neve è dura e le pendenze ancora di più, siamo quindi obbligati a  montare coltelli e ramponi per raggiungere il crinale. Dopo una bella faticata raggiungiamo la vetta del Prado, la prima volta per entrambi tra l’altro, ma che discesa si fa? Intanto Magna incontra un suo amico, il Daddo, sembra esperto della zona e quindi ci accodiamo a lui. Gravissimo erroreeeeeeee il nostroooo! Dopo un breve tratto di crinale ci avviciniamo al canale est, obiettivo del Daddo. Appena arrivati io e il Magna ci affacciamo dalla cornice che da sul canale… aiutooooo, ma è una trappola mortarle! un ingresso a 50% di pendenza con delle rocce che ti aspettano al minimo errore. Chiedo se per caso l’aveva già fatto e lui tranquillamente mi risponde di no. Ma dovevamo proprio incontrare un pazzo scatenato come questo? La ragione però ha il sopravvento e quindi rinunciamo all’impresa kamikaze per il più tranquillo canale della “Clessidra”. Poco prima della discesa vediamo sbucare dal nulla Stefano e i suoi due amici. Incredibile, sono partiti più di un’ora dopo di noi e ci hanno raggiunto! Che scialpinisti XC corsaioli !!! Neanche il tempo di salutarli che scompaiono, che invasatiiiiii!

Arrivati alla base del canale rincontriamo quel pazzoide del Daddo che incredibilmente, a dispetto delle nostre previsioni, è sopravvissuto. Dopo i doverosi complimenti da parte nostra ci propone un altro canale, a detta sua facile come il Clessidra: l’Y del Cipolla. Ingenuamente accettiamo e, dopo aver ripellato, cominciamo a salire. Magna ormai è allo stremo delle forze, anche grazie alla pesantissima attrezzatura da freeride che usa.

Arrivati in qualche modo sul Monte Cipolla ci rendiamo rapidamente conto di essere stati raggirati. Alla faccia del facile… il canale è strettissimo, mortalmente pendente  e con neve leggermente crostata! Moriremo tuttiiiiiiii! La discesa è entusiasmante, la tensione poi rende le nostre sensazioni ancora più intense. Magna rischia dopo due curve condotte di raggiungere velocità Warp, sei pazzo urla il Daddo, vai piano!



Per sua fortuna non cade e tutti e tre inspiegabilmente arriviamo sani e salvi in fondo. Siamo carichissimi e stracontenti della giornata, ma non è ancora finita. Infatti dobbiamo ancora raggiungere il Passone, ancora salita? bastaaaaaa! Prima però ci concediamo una pausa per poter recuperare un minimo le forze.

 Ultimissima discesa, siamo stremati, ma le condizioni perfette della neve e la pendenza finalmente umana del pendio ci gratificano di tutta la fatica fatta.
 Arriviamo alla macchina in uno stato pietoso, veramente solo io e il Magna, il sorriso che però abbiamo stampato in faccia rivela quanto ci siamo divertiti.

Una giornata da non dimenticare… tra le più belle da me vissute nel meraviglioso mondo dello scialpinismo.

Grazie al Magna per la compagnia e al Daddo per averci “solo” mezzo ammazzati!

Qui le altre foto 

Qui la traccia 

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